lunedì 11 aprile 2016

LA DONNA SERPENTE



 "Adonai Al-ma Nahash Betohy?" ("Dio, perché il Serpente è in me?")

"Quando vogliono scrivere il Mondo, pongono un Serpente che divora la sua coda, figurato di varie squame, per le quali figurano le Stelle del Mondo. Certamente questo animale è molto grave per la grandezza, si come la terra, è ancora sdruccioloso, è simile all’acqua: e muta ogn’ anno insieme con la vecchiezza la pelle. Per la qual cosa il tempo facendo ogn’ anno mutamento nel mondo, diviene giovane. Ma perché adopra il suo corpo per il cibo, questo significa tutte le cose, le quali per divina provvidenza son generate nel Mondo, dovere ritornare in quel medesimo".
Così Orapollo descrive il serpente nel suo Hieroglyphica.

Nell'Alchimia,il serpente che si morde la coda, l'Ouroboros rappresenta l'eterno ciclo della vita che finisce e ricomincia attraverso il compimento delle tre fasi dell'opera alchemica (nero, rosso, bianco), opera che può essere compiuta da chi possiede l'oro interiore, cioè la capacità di trasformazione.

A livello simbolico il serpente assume significati positivi e negativi. Da sempre è associato all'arte medica, basti pensare al simbolo delle farmacie che vede un bastone (il bastone di Esculapio) avvolto da un serpente, o il caduceo avvolto da due. Spiegare i motivi che sono alla base di questa differenza ci porterebbe lontano dal senso di questo articolo, cito solo il Livres des figures Hièroglyphiques, dove, a proposito dei due serpenti,  trovo scritto che: "Questi sono i due serpenti avvinghiati al caduceo di Mercurio, da cui egli deriva il proprio grande potere e che assume qualsiasi forma egli voglia..Quando i due serpenti vengono messi nella fossa mortuaria si mordono l’un l’altro crudelmente.. Attraverso la putrefacio perdono la loro precedente forma naturale per assumerne una nuova e più nobile"




Anche l'Hermite del Tarot impugna un bastone che, a ben guardare, bastone non è ma ha la forma di un serpente....


Il serpente è un animale che si rigenera, cambiando la sua pelle, abbandona il vecchio involucro  e lo sostituisce con uno nuovo. Il suo veleno,se da una parte può causare la morte, dall'altra costituisce un elisir molto potente capace di donare la vita eterna.

Nel mito del paradiso terrestre è il serpente che suggerisce  alla donna di tentare l'uomo a mangiare il frutto dell'albero della conoscenza. 
Il femminile e il maschile, da un punto di vista gnostico, disubbidiscono all'imperativo che voleva che il buono fosse separato dalla conoscenza. Mangiando la mela, danno inizio alla storia dell'uomo, compiendo un atto di rivolta contro il principio creatore, decidono di essere all'altezza di capire le leggi che governano il mondo. 
La situazione attuale dell'umanità, ma anche i cicli storici, ci inducono a pensare che forse era meglio non mangiare la mela...ma è inutile piangere sul latte versato, questa è la situazione. 

I Perati, una comunità gnostica, identifica nel serpente il Redentore, e in Gesù-Cristo una sua particolare e contingente incarnazione.
Quanto lontano da ciò che ci insegna la nostra religione, che vede invece nel serpente il simbolo di tutti i mali del mondo.

Quando il simbolo del serpente si unisce alla donna, ne deriva sciagura.
Basti pensare a Lilith il demone, la "diavolessa" come la definisce Primo Levi, "La prima moglie di Adamo" come dice Mefistofele a Faust (per chi non avesse capito mi riferisco al Faust di Goethe).
In fondo non è Eva che ascolta il serpente e induce il povero ingenuo e puro Adamo a mangiare la mela? (Come se non fosse bastata la costola...)
Sempre colpa della donna, tutto il male del mondo deriva dalla donna. 
Meno male che hanno abolito i roghi, almeno quelli fisici.
Ma la donna non è il serpente.
C'è un grosso equivoco in questo passaggio.
E se avessero ragione i Naasseni (o Ofiti) che veneravano proprio il serpente come primo latore della conoscenza?
Questa scuola gnostica del II secolo, ritenuta ovviamente ereticissima, partiva da un presupposto che, solo a dirlo si sente ancora odore di rogo: LO SPIRITO SANTO E' FEMMINA. Secondo i Naasseni, il Padre di tutti (primo uomo) aveva originato il Pensiero (il figlio) e l'Agape o Spirito Santo (la prima donna).



Che atrocità.
Eppure questa assurdità trova una corrispondenza molto precisa in ciò che viene disegnato  dentro un altro grande libro muto tornato in vita in questo XXIesimo secolo grazie al restauro fatto da due grossi personaggi viventi: Philippe Camoin e Alejandro Jodorowsky.
Mi riferisco al TAROT che, è bene sempre ricordarlo, non è "le carte" o "i tarocchi". 
E' un'altra cosa, è un libro muto per immagini, più vicino all'alchemico MUTUS LIBER che non a tutti gli altri mazzi di tarocchi conosciuti.
Il grande pregio di questo libro è proprio quello di usare un linguaggio moderno, visivo, simbolico, comprensibile da tutti proprio perchè si avvale di immagini e non di lingua scritta o parlata.
Se guardiamo la carta finale del mazzo, la XXI appunto, che rappresenta il mondo, vediamo che al centro di una "mandorla" vi è una figura femminile. La carta finale del Tarot rappresenta la tappa finale di un percorso di conoscenza, il percorso che ogni discepolo compie nel suo viaggio in questa vita, ed è una donna. E se volessimo proprio rivelare un segreto nascosto, il serpente è rappresentato anche in questa carta, ben celato però perchè trasformato nella sua evoluzione: l'Aquila. Ma qui mi fermo perchè il discorso si sposterebbe su altri argomenti e rischierei di andare fuori tema.


Ma che donna?
Chi è questa donna nuda che danza felice, con in mano una boccetta contenente chissà cosa (profumi? olii? balsami? cure?).
Questa donna è il Femminino in tutte le sue manifestazioni, la porta cosmica, la cura di tutti i dolori che il lungo percorso della vita infligge ad ogni essere presente sulla terra.
Saremo tutti d'accordo per esperienza direttissima,nel dire che la vita non è una passeggiata...ecco. 
La carta finale del Tarot è la ricompensa al lungo soffrire dell'uomo ed è femmina.
Gli equivoci a questo punto si sprecheranno come si sono sprecati. 
"Non ti curar di loro ma guarda e passa" ha detto Qualcuno e ha aggiunto "Chi ha orecchie per intendere, intenda".

A conclusione di questo articolo che vuole essere solo un piccolissimo contributo ad un tema infinito, dico che la donna serpente,per mia esperienza diretta, rappresenta il lato magico e nascosto del femminino, la via iniziatica femminile, la capacità e anche il dovere che ha la Donna di scendere fin nelle viscere della realtà per trasformare, come fa il serpente quando cambia pelle , e per portare quei balsami potenti che la sua natura le conferisce. Balsami curativi. La donna serpente quindi, si carica del  peso di portare addosso tutte le proiezioni più marce e oscure di una società corrotta e bigotta come la nostra, si "inabissa" forte e consapevole del potere che la sua natura femminile le conferisce e porta luce e balsami curativi, nei lati più oscuri di ogni essere vivente, sempre che questi sia all'altezza di guarire.

Questo articolo è dedicato alle Donne serpente della storia, dell'arte e delle religioni: Margherita e Maria Maddalena solo per citare le mie preferite.





Nel Romanico troviamo la donna raffigurata anche, ma non solo, mentre allatta i due serpenti (quelli che nella putrefactio si distruggono a vicenda)













sabato 26 marzo 2016

SOGNI

mercoledì 16 marzo 2016

HO VISTO UN ANGELO

Ma non un angelo qualsiasi. Ho incontrato San Michele, cioè, per l'esattezza io volevo essere colpita anche se non lo sapevo e lui mi ha accontentata.
E' successo tutto durante un'esperienza molto particolare avuta in Puglia, della quale ho già scritto altrove, omettendo di raccontare la cosa principale e cioè la mia esperienza singola.
Si perchè in quella "vacanza", avevo vissuto cose talmente incredibili e condivise, che la mia esperienza individuale mi sembrava poca cosa a confronto.
Quindi mi ero concentrata a raccontare quello che avevo vissuto con altre persone, anche per una forma di codardia. Preferivo partire con le spalle coperte, almeno per diluire nella condivisione con altri, le accuse di visionarietà o peggio, che inevitabilmente avrei attirato.
Adesso è arrivato il momento di raccontare quello che è accaduto a me e solo a me, perchè da quel giorno la mia vita è cambiata e mi sono stufata di far finta di niente.

Alla fine di un lungo tour attraverso la Puglia, sono giunta a Monte San Michele, sul Gargano.
Lo stato in cui mi trovavo non era precisamente quello che si può definire "razionalmente stabile". Avevo visto talmente tante cose, vissuto talmente tante esperienze inspiegabili che ero cotta a puntino. Dico sempre che se in quei giorni mi fosse passato davanti un asino svolazzante lo avrei salutato con tranquilla indifferenza, come fosse la cosa più ovvia del mondo.

L'incontro con San Michele è stato abbastanza banale in verità, a confronto con quello che avevo vissuto precedentemente.
Ricordo che arrivammo a Monte San Michele nel primo pomeriggio e, come tutti i turisti che si rispettino, dopo aver parcheggiato l'auto si entrò nel primo bar per prendere un caffè.
Bar "Dell'Angelo" in via "Madonna degli Angeli". Essendo dove eravamo, era abbastanza ovvio sia il nome del locale che quello della via, anzi, a dirla tutta quando lo lessi mi venne da ridere.
Il bar, che era anche ristorante, non aveva niente di particolare, anzi, era  tutto molto comune. Il solito bar per turisti con le solite cose di tutti i bar.
Non c'era nessuno tranne il barista, un ragazzo giovane che lavava le tazzine al banco.
Non alzò la testa per guardare chi entrava, era completamente assorto nella sua mansione. A una seconda occhiata vidi che era davvero bello, ma di una bellezza strana, troppo perfetto.
I capelli neri e lucidi, lunghi, legati a coda. La pelle bianca che sembrava porcellana. Cominciai a guardarlo e mi sembrava finto. Più lo guardavo e più sembrava che la sua figura assumesse un che di plastificato, lucido, irreale.
Cominciai a sentirmi a disagio di fronte a tanta perfezione e non riuscivo ad avvicinarmi al banco per chiedere il caffè.
Ricordo che provavo uno strano senso di vergogna, quasi di pudore. Ero stanca,sporca, coi capelli arruffati, stravolta.In quel momento avrei voluto scomparire. Me ne stavo quindi indietro e facevo finta di niente, cosa che mi riesce benissimo, negli anni ho affinato una tecnica di dissimulazione impeccabile. Evitavo sempre di guardarlo ma avevo le antenne spianate, in quel momento recepivo tutto.
Con noi c'erano due bambine deliziose che appena videro il barista corsero da lui e cominciarono a fare le domande che avrei voluto fargli io: "Ma chi sei? Sei bellissimo! Ti chiami cosi? Ti chiami cosà? Come ti chiami? Sei un attore?"
Il barista, gentile ma freddo, rispose: "Mi chiamano in tanti modi ma il mio nome è solo uno: MICHELE".
In quel momento io ho provato una duplice sensazione da una parte il cuore mi si è come fermato, ha fatto un tonfo e poi è ripartito all'impazzata. Dall'altra mi son sentita scema. Una voce, la solita voce che da sempre mi accompagna, ha iniziato a prendermi in giro :" ahahahahahah, seeeee, adesso vuoi dirmi che credi che quello sia San Michele!!! ahahaha ma riprenditi, ma guardati, ma ti vedi? ma vai a lavorare invece di vedere gli angeli".
In quel momento per la prima volta sono entrata in conflitto con quella voce odiosa e mi son detta "Va bene, allora facciamo un gioco. Io resto ferma immobile qui, conto fino a tre e poi lo guardo. Se in quel preciso momento anche lui alza gli occhi e mi guarda dritto negli occhi, allora cara la mia vocina hai torto, altrimenti hai ragione e quando rientro in toscana mi trovo un buono psichiatra".
La posta in gioco era alta, perchè sapevo che se non fosse accaduto quello che a quel punto speravo accadesse, al mio ritorno sarei dovuta davvero andare da uno specialista per risolvere i problemi di ipersensibilità ed iperemotività che mi accompagnavano fin dalla prima infanzia.
"Uno...due...tre"
Alzati gli occhi, colpita, affondata.
E' stato un attimo. Nel ricordo ha l'aspetto di una moviola.
Io alzo gli occhi e lui, che fino a quel momento li ha tenuti bassi senza mai mai mai guardare nessuno, alza gli occhi e mi guarda. Ma non era uno sguardo quello. Era una cannonata dritta negli occhi. Il tutto credo sia durato una frazione di secondo, ma mi ha stesa. Lui ha riabbassato gli occhi e ha servito i caffè. Io non ricordo se abbia bevuto il mio o no.
Ricordo solo che sono uscita dal bar e mi sono seduta al sole. Stavo svenendo. Subito è scattato il processo di rimozione. La voce interiore era muta. Io ho dissimulato tutto e ho detto che avevo avuto un giramento di testa ma che stavo bene.
Ho pianto dopo. In un negozio di souvenir. Davanti alla proprietaria.
Ero entrata per comprare qualche ricordo. Il negozio era l'unico non turistico e mi aveva attirata per quello. Quando sono entrata era pieno di gente che in poco si è dileguata. Restate sole io e lei, ricordo di averle detto "Siete fortunati a vivere in questo posto", e lei, dopo avermi guardata a sua volta, si tolse gli occhiali e mi disse "Ah, se n'è accorta?" fissandomi negli occhi.
A quel punto non ce l'ho più fatta e sono scoppiata a piangere. Non riuscivo a trattenermi e mi scusavo della reazione scomposta. Lei invece non era affatto stupita e mi disse di aspettare.
Sparì nel retrobottega e vidi che travasava dell'acqua da una bottiglia grande dentro una piccola.
Me la regalò.
Le promisi che sarei tornata.

Questo è stato il mio incontro con San Michele, poi ho scoperto di vivere sulla Linea Micaelita.

mercoledì 27 gennaio 2016

ANIMA MUNDI


Arriva poi un momento in cui tutto si ferma. Il caos  improvvisamente cessa.
Sola, nuda davanti a me stessa,anima stanca, provata e umiliata.
La parte animale affonda le radici nella nuda terra.
In ogni battaglia arriva il momento della tregua.



 Si depone le armi e si curano le ferite. Servono balsami e unguenti potenti ed efficaci, le ferite aperte bruciano. 
Dolore come unica ancora all'esistenza terrena?
Cerco la pace, inseguo la vita. 
Tutto passa, tutto finisce e ricomincia. 
Tutto perde senso nel momento in cui lo ottiene. 
Chiudersi mai. 
Nel momento in cui credo di essere più vulnerabile, scopro che non lo sono affatto.

giovedì 7 gennaio 2016

E SE L'ANIMA PARLASSE?




Alla fine resta sempre l'amaro spettacolo della natura umana. Non sono tanto i difetti più o meno grandi ad offendermi, quanto l'incapacità dell'uomo a ricevere amore.
Sembra quasi di voler fare del male, quando si ama.
L'uomo è talmente disabituato all'atto disinteressato, al gesto spontaneo del cuore, alla disponibilità umana.
E' difficile restare aperta in un deserto così spinoso, è difficile non farsi male. Ci sono spine che si conficcano profondamente e restano per sempre. L'importante è che continuino a sanguinare, sangue fresco ogni volta, sangue nuovo, e che non facciano infezione. Perchè l'infezione è un male che si espande e porta alla setticemia.
La setticemia dell'anima.
E questo è il male da evitare, ad ogni costo, anche a costo di morire di dolore, l'anima deve restare pura e leggera, leggera come una piuma per affrontare la prova della bilancia e ricongiungersi al Tutto. Come goccia nell'oceano anela alla dissoluzione.
Attendo il momento con stanca pazienza,
muoiono gli entusiasmi
e le inutili passioni
tutto è vuoto
sola, nel fondo più buio,
cerco rifugio dove passare la notte
come cagna bastonata
offesa
abbandonata
mi salva l'orgoglio
che pure dicono peccato
l'orgoglio di farcela da sola
e l'umiltà
di ammettere che è dura
e che anch'io ho una natura umana
sebbene mi sia di intralcio.
Su questo pianeta non ci volevo venire
lo sapevo che sarebbe stata dura
e adesso che ricordo
ho scordato il motivo per cui accettai di scendere
Memorie nella dimenticanza
dolce oblio che tutto avvolge
entrare nel mondo dei sensi
e giocare la partita,
o uscirne per sempre e rinunciare al mondo?
Qualsiasi sia la scelta
la differenza è dentro.
tutto cambia e niente cambia
e la ruota continua a girare
indifferente a me, indifferente a te che leggi.



Ma poi
come per magia
ecco il ricordo di quel momento
in cui fui colpita senza volerlo.
Possibile un errore?
Forse non ero io la destinataria?

Maledetta cocciutaggine
maledetta libertà
che mi sono presa contro tutto e contro tutti.
Perchè adesso mi lasciate sola?
Sola, come Simone nel deserto
accetto una goccia d'acqua
purchè arrivi dal cuore
a placare la mia sete.



lunedì 14 dicembre 2015

LA VERA STORIA DI BABBO NATALE



Sfatiamo subito un falso mito: Babbo Natale non ha il vestito rosso e bianco.

NO..



Quello che visualizzate voi è l'immagine pubblicitaria che il colosso Coca Cola è riuscito a inserire nel vostro immaginario. 
Sono bravi, non c'è che dire, i messaggi subliminali li sanno usare bene.

Ma io, che sono "paraculata" e anche molto ambiziosa per nascita, gira che ti rigira, son riuscita a incontrare Santa Lucia (mi piace raccontarla così anzichè dire che sono stata miracolata..il TSO è il mio fedele e indispensabile spauracchio).






Santa Lucia non è molto contenta di essere stata soppiantata da un colosso siml Coca Cola dalla Galbani... e mi ha chiesto (proprio ieri che era il suo onomastico) di dire la Verità.
Ora, grandi e Piccini, mettetevi nei miei panni, e immaginate cosa avreste fatto se fosse stati al mio posto.
Da bravi grandi, "adulti", cresciuti, impegnati come siete a correre dietro alla Fretta (tanto lei è e sarà sempre più veloce di tutti, sennò non sarebbe la Fretta) probabilmente manco la avreste vista Santa Lucia, e se anche vi fosse capitato di incontrarLa, non l'avreste riconosciuta e avreste pensato di essere stanchi o stressati. E se anche aveste incontrato qualcuno che l'ha riconosciuta, non ve ne sareste accorti.
E se anche steste leggendo un articolo in cui una persona sostiene di averla incontrata, assumereste un tono di bonaria simpatia per l'artista pazzo/a, di pietosa accondiscendenza (o rabbia che nasce dalla non accettazione) per quella che nel vostro sonno chiamate  pazzia, ma non voglio fare l'elenco dei motivi per cui il genere umano perde la facoltà della Visione..
Da bravi Bambini invece,Santa Lucia l'avete incontrata chissà quante volte, ma siete rimasti vittime dell'educazione logico/cartesiana imperante..

(penso dunque sono. Cartesio)


 Se comunque i vostri figli dovessero aver in questo periodo un'irrefrenabile voglia di scolarsi lattine di Coca Cola, magari portateli in un bosco a vedere la natura che si addormenta, l'autunno che cede il posto all'Inverno, il Ciclo che annualmente si ripete sempre uguale e sempre diverso, l'attesa per il momento in cui il vecchio cede il posto al Nuovo (il giorno è il 21 Dicembre per l'esattezza, solstizio invernale per chi se lo fosse scordato, sapete, siamo sul Pianta Terra prima che in casa, in ufficio, alla tv o a fare shopping...sono giustificati solo coloro che fanno l'Amore, ma quello vero, loro possono anche essere al supermercato, ma non conviene...siamo una società dalla denuncia facile) invece che portarli di corsa al supermercato a comprare l'intera confezione natalizia dove c'è anche la Coca Cola che...toh, guarda caso in questo periodo è in offerta speciale... .



      
                    



(Solstizio invernale VISTO da varie angolazioni)

Ora, Santa Lucia si è davvero scocciata di stare con gli occhi nel piattino ad aspettare che qualcuno li prenda e inizi a Vedere la Realtà, anche perchè i bambini sono stati abituati a inorridire di fronte all'immagine horror di una donna con gli occhi nel piatto, accenno solo per antipatia personale che in altri tempi e in altri luoghi alle donne venivano cavati davvero gli occhi (per le IMMAGINI DELLE TORTURE DELLA "SANTA" INQUISIZIONE RIMANDO ALLA VOSTRA SCELTA PERSONALE. Potete spaziare da Lorenzo Lotto allo splatter, ad Arancia Meccanica se siete cinefili o andare direttamente al museo della Tortura, ce n'è uno ogni tre km come i distributori e i tabacchini, oppure mettete inquisizione su google e vi fate una carrellata di immagini di sofferenza inaudita..insomma, vedete voi, basta che vediate nel modo giusto  :) )

Per concludere voglio lanciare anch'io un MESSAGGIO DI SPERANZA a grandi e Piccini.
E' Natale e approfitto del fatto che sono tutti più buoni...poi lo dice anche la canzone: "A NATALE PUOI"...

Il Messaggio che POSSO (lo dice la pubblicità) lanciare è questo:

BABBO NATALE ESISTE. NON HA IL VESTITO ROSSO PERCHE' NON SI VEDE, QUELLO VERO E' INVISIBILE. TUTTI I BABBI NATALI CHE SI ARRAMPICANO SUI TERRAZZI, CHE GIRANO IN COPPIA PER LE STRADE LANCIANDO CARAMELLE SCHIFOSE, QUELLI CON LA BARBA ATTACCATA AGLI OCCHIALI DALL'ELASTICO, ECCO, TUTTI QUELLI SONO FINTI. 

BAMBINI ATTENZIONE!!!!!!!!! non ci credete MAI, neanche per sbaglio, neanche per fare un favore alla mamma che ci tiene tanto che voi ci crediate. No. Quelli sono FINTI, ed è giusto che diciate ai vostri genitori che non siete scemi, che siete nati nell'epoca della computer grafica e della realtà virtuale e che credere che quello sia babbo natale è  impossibile.

No, Babbo Natale, Santa Claus, Santa Lucia, San Nicola ecc ecc... sono tutti la stessa REALTA'. Quindi, onde evitare di rappresentarsi l'irrappresentabile, anche perchè è una contraddizione in termini, si potrebbe APRIRE ALLA MAGIA, del Natale prima e poi della Vita in generale.

"Ci son più cose in cielo e in terra, Orazio, che non sogni la tua filosofia". (Amleto: atto I, scena V)


Eugène Delacroix - Amleto e Orazio nel cimitero


venerdì 11 dicembre 2015

IL PROBLEMA DI INTEGRARE IL SESTO RAGGIO COSMICO






Il problema dell'integrazione del Sesto Raggio Cosmico è affar serio. E' una cosa che riguarda il genere umano in toto. 
Lo si ritrova ovunque, in ogni salsa: alchimia, esoterismo, Tarologia, angeologia, New age e affini...
Cosa siamo venuti a fare qui? Ma ve lo siete mai chiesto?
Chi non se l'è mai chiesto continuerà a non chiederselo. Chi se l'è chiesto non è messo meglio...alcuni, quando han capito si sono dileguati, trovabili solo dopo grandi ricerche e disposti a interagire pochissimo con gli altri esseri (anche perchè, non si sa mai chi ti può arrivare), altri cercano di barcamenarsi in qualche modo..ma non è facile. Altri hanno raggiunto una buona stabilità sul pianeta, e fanno del Bene senza volere niente in cambio...di solito non sono riconosciuti.
Poi c'è chi ha deciso di sacrificarsi e, complice un ego esaltatosi dall'ebbrezza di aver capito più degli altri, si è avviato al massacro...esistono Leggi che non si aggirano.

Gli artisti hanno un'arma in più e cioè quella che da sempre sono considerati "strani" e quindi anche se un artista a un certo punto, senza droghe, arriva a dire che esistono intelligenze superiori che cercano di aiutarci, mal che vada si prende la torta in faccia dell'incomprensione generale e il pubblico ludibrio...e la grandezza della torta in faccia è direttamente proporzionale alla popolarità dell'artista. In questo caso, non essere cagati da nessuno o quasi, è una protezione....

Questa era la premessa,adesso inserisco la testa nell'apposito spazio e mi accingo a prendere la mia torta in faccia (i bulloni dentro e i chiodi potete risparmiarveli, grazie):



Il quadro "pugno in un occhio" è un messaggio visivo che proviene dalla canalizzazione del sesto raggio cosmico.
A me è presa così. Altre persone materializzano oggetti. Altri si ritirano in zone impervie del mondo e vivono in uno stato di semi-civilizzazione, più puliti e lindi nella loro persona fisica di molti ricconi borghesi che non hanno più il tempo di lavarsi i piedi, presi come sono dalla follia di un sistema che sta inesorabilmente crollando, ma piu' credibili agli occhi della massa di pecore dormienti.
In fondo, quale credibilità potrebbe avere una persona che non ha nulla? un nullatenente? Agli occhi dei pecoroni dormienti, nessuna.
Potrebbe essere uno che si legge il Belzebù (per chi non lo sapesse, si rimanda a G.I.Gurdjieff e la Quarta Via) in un mese e che te lo spiega perfettamente come se fosse la cosa più ovvia del mondo, ma se non ha almeno una postapay, non è nessuno...figuriamoci se non ha neppure i soldi per pagarsi da mangiare!

Il Risveglio della coscienza riguarda tutti in questo XXI secolo ( il secolo dell'energia femminile, carta XXI del Tarot). Le donne sono più predisposte a integrare il sesto raggio, spero molte donne capiranno se dico che amare in questo periodo è diventato un LAVORO. Un lavoro anche pericoloso perchè si rischia di somatizzare ed entrare così nell'empireo della medicina allopatica che ti bombarda di sostanze di tutti i tipi per "curarti".

Consiglio: prima di arrivare alla sala operatoria(e ce ne vuole), cercate di volervi bene e fate qualcosa per riuscire a continuare ad amare in modo sempre più elevato, lo shiatzu, se fatto da persone valide (e con valide non intendo con un curriculum lungo 20 pagine) è una tecnica buonissima per vivere in salute.

In conclusione questo è il mio minuscolo contributo all'integrazione del Sesto Raggio Cosmico. E' e vuole essere un PUGNO IN UN OCCHIO, della stessa entità della torta in faccia che mi viene tirata. Ricordatevi che il primo che colpisce vince, quindi io ho colpito per prima!!!!!






venerdì 21 agosto 2015

SAN CRISTOFORO CINOCEFALO

                                                                   


Forse non tutti sanno che...San Cristoforo, patrono di Barga, è rappresentato in moltissime icone e affreschi bizantini con le fattezze di un cinocefalo.
Il cinocefalo è un essere dal corpo umano e la testa di cane.

                                                                   

Queste creature si trovano rappresentate in Africa settentrionale, in Persia, in India, in Messico.
Anubi è un esempio più che noto, ma potrei citare l'azteco Xolotl, i "monstruosa hominum genera" citati da S. Agostino nel De Civitate Dei (XVI, 8), gli Swamukha citati nei Purana indiani, i kynokephaloi greci di cui parla Esiodo, e la lista è ancora lunga.
                                                            
1)2) 3)
            1)San Cristoforo 
2) Xolotl 
3) Anubi

 Perchè troviamo questa simbologia presente in tradizioni e culture così distanti l'una dall'altra?
Interessante a questo punto capire che cosa accomuni queste immagini e in che modo dette caratteristiche si ritrovano in San Cristoforo.
La cosa più evidente nel cinocefalo è il fatto che un uomo venga rappresentato con la testa di cane.
Che cosa rappresenta il cane?
Da sempre simbolo di fedeltà, il cane è considerato "il migliore amico dell'uomo" a conferma che l'equazione uomo-cane ritorna anche sotto forma di proverbi o saggezza popolare.
Lasciando da parte, per non andare fuori tema, la spiegazione di episodi degenerati di cani rabbiosi che sbranano il padrone, possiamo affermare che il cane dona all'uomo in maniera leggera e semplice,  valori quali l'amore e la fedeltà. Come se il cane fosse sensibile a certe "frequenze". A conferma di questo è noto che i cani mordono chi ha paura, i cani "sentono" lo stato d'animo dell'uomo, il cane "sente" l'Amore.
I popoli hanno sempre saputo che vivere con un cane è terapeutico, molto prima della nascita della cosiddetta "pet terapy".
Nel mondo antico i cani erano i compagni fedeli dell'uomo non solo durante la vita ma anche nel regno dell'aldilà.
Ecco quindi divinità cinocefale con funzione psicopompa, una per tutte Anubi, il traghettatore delle anime.
Per proseguire in questo viaggio affascinante alla ricerca del legame profondo e meno evidente che unisce l'uomo al cane e riallacciarci all'iconografia "occulta" di San Cristoforo, ci rivolgiamo a un antichissimo libro di simboli: il Tarot di Marsiglia.
Una precisazione doverosa per tutti coloro che sono digiuni di questo argomento.
Il Tarot di Marsiglia ha origini antichissime e la sua simbologia affonda le radici negli scritti dei padri del deserto.
Durante l'Ottocento molti esoteristi hanno ridisegnato un proprio mazzo, inserendo e togliendo simboli a loro discrezione.
Il mazzo che viene preso in esame in questo articolo è quello restaurato Camoin-Jodorowsky. Chi fosse interessato può facilmente trovare in rete tutte le notizie per approfondirne lo studio, in questa sede mi limiterò solo a prendere ciò che serve ai fini dello studio circa la simbologia legata a San Cristoforo.

La figura del Matto nel Tarot di Marsiglia raffigura un uomo che, col sacco in spalla
cammina in direzione sinistra destra, guarda il alto ed è spinto da...un cane azzurro.
Il cane azzurro, nella logica con cui si esprime il Tarot (una logica che a noi figli di Cartesio
abituati alla difficoltà di ragionamenti iperlogici, può sembrare ingenua e infantile) è
semplicemente il cane del cielo. Essendo quest'ultimo azzurro e dovendosi avvalere solo di immagini
per spiegare concetti, il modo più immediato per rappresentare il cane del cielo era quello di farlo del colore del cielo!

                                                                   

Ma chi è il cane del cielo?
Esiste una costellazione chiamata "Canis Maior", la costellazione del cane maggiore, la cui stella più brillante è rappresentata da Sirio.
                     
                                                                       

Il Matto del Tarot, nel mandala CAMOIN a cui facciamo riferimento, rappresenta il pellegrino, colui che intraprende il grande viaggio della vita alla ricerca di se stesso.
E, sempre in riferimento al mandala, il viaggio del pellegrino si conclude nell'Arcano XXI, che guarda caso rappresenta tra le altre cose, Sirio.

                                                                     

Quindi il Matto, spinto dall'energia del cane, intraprende il suo viaggio verso Sirio.
Ma cosa significa in termini umani tutto ciò?
Significa che, chiunque avverta la necessità di effettuare una ricerca su se stesso e sul senso dell'esistenza, riceve l'impulso a farlo da un certo tipo di energia.
Fermiamoci un momento e, prima di proseguire, riassumiamo i concetti emersi fino ad ora.
1) esiste un equazione uomo-cane
") questa equazione è presente in moltissime religioni del pianeta
3)il cane rappresenta un exeplum per l'uomo di Amore e fedeltà
4)dal Tarot di Marsiglia apprendiamo che c'è una forza celeste legata al cane
5)esiste una costellazione chiamata cane maggiore
6)la stella più brillante della costellazione è Sirio
7)il Tarot di Marsiglia nel suo insieme rappresenta un pellegrinaggio verso Sirio

Possiamo quindi affermare che il cane, a livello simbolico, è legato all'energia proveninete da Sirio e che spinge l'uomo a intraprendere il pellegrinaggio della vita.
E San Cristoforo?
San Cristoforo, protettore dei pellegrini, unisce in sè le simbologie finora accennate: è cinocefalo, quindi ha a che fare con il cane e quindi con l'energia che proviene da Sirio.
A conferma di ciò ricordiamo che il santo viene festeggiato il 25 Luglio, periodo dell'anno in cui esplode la "canicola" e nel nostro emisfero è ben visibile la costellazione del Cane Maggiore e Sirio!
Quindi San Cristoforo protegge tutti coloro che iniziano il pellegrinaggio della vita, un'iscrizione latina recita:

"Cristophorum videas, postea tutus eas"

La funzione psicopompa di traghettatore lo rende vicino per significato ad Anubi, quest'ultimo accompagna le anime durante l'ultimo pellegrinaggio, a meno che non si voglia prendere in considerazione l'ipotesi che esistano vari tipi di morte, ma questo è un altro discorso che ci porterebbe troppo lontani dal nostro articolo.


venerdì 20 febbraio 2015

ASCOLTARE CON IL CUORE



Il tuo cuore è pronto a rispondere alla verità e può connettersi solo alla verità; ricorda,
non risponde mai a ciò che è falso. Di fronte alla falsità rimane silenzioso, insensibile, non ne è toccato né può risvegliarsi. Con la verità il cuore inizia a danzare, a cantare, come se il sole sorgesse improvvisamente nella notte buia, che scompare, come se gli uccelli si mettessero a cinguettare, i fiori di loto sbocciassero, come se tutta la terra si risvegliasse.

Osho, The Dhammapada: The way of the Buddha, Vol.7 # 9





Molte persone vengono da me e dicono, “Come si fa a distinguere qual è la voce della mente
e qual è la voce del cuore?” Ora come ora è difficile distinguere: prima devi pulire la mente. 
La voce del cuore è molto silenziosa e molto sottile. La voce della mente è molto rumorosa: 
continua a gridare cose.

 Il cuore sussurra.



La mente urla.


             
               


Tuo padre con te gridava. Tua madre con te gridava. Gli insegnanti a scuola gridavano. La mente urla. Il divino parla sottovoce. Al più presto questo urlare dovrà finire... Hanno messo la loro voce dentro di te quando eri così piccolo che ora sembra sia la voce del tuo cuore.

Osho, A Sudden Clash of Thunder, # 7